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William

I Viaggi come piacciono a me

Il Vaso di Pandora

...Io sono il crepuscolo, io sono l'autunno...
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3/9/2009

I Sognatori

Esistono a Pietroburgo, Nasten'ka, alcuni strani cantucci, anche se voi non li conoscete. In quei luoghi sembra che non giunga quel sole che rifulge tutti gli abitanti di Pietroburgo, ma un altro sole, come ordinato appositamente per quei cantucci, e risplende di una luce diversa, particolare. In quei cantucci, cara Nasten'ka. sembra svolgersi una vita diversa, non somigliante affatto a quella che ribolle attorno a noi, una vita come potrebbe svolgersi nel trentesimo regno di fiaba e non da noi, nella nostra epoca così seria e così dura. Ecco, questa vita è un miscuglio di elementi puramente fantastici. ardentemente ideali e, ahimè, Nasten'ka, di elementi banalmente prosaici e abitudinari, per non dire inverosimilmente volgari
[...] Sentirete, Nasten'ka, sentirete che in questi cantucci vivono degli uomini strani, dei sognatori. Il sognatore, se occorre definizione precisa, non è un uomo ma, sapete, una specie di essere neutro. Si stabilisce prevalentemente in un cantuccio inaccessibile, come se volesse nascondersi perfino dalla luce del giorno, e ogni volta che si addentra nel suo cantuccio, vi aderisce come la chiocciola al guscio, e diventa simile a quell'animale divertente chiamato tartaruga, che nello stesso tempo è un animale e una casa. [...]
 
da "Le notti bianche" di Dostoevskij

11/24/2008

Si Perde Molto

Sono sinceramente indignato dall'ormai diffuso allarmismo dei mezzi d'informazione che appena cambia il tempo cominciano a gridare alla tragedia: "Allarme Neve!" di qua "Allarme Caldo!" di là. Sarà che ero abituato a veder scritti tali titoli solo quando il pericolo era reale e non una semplice spolverata di neve che in mezzagiornata scompare dalle strade spazzata via dalla pioggia. questo comportamento secondo me è indice di una diffusa insensibilità agli eventi naturali perchè limitano la corsa al lavoro e il guadagno del vil denaro. Quanto sarebbe bello fermarsi a guardare la neve che cade dal cielo pallido e spolvera le chiome degli alberi sui monti trasformandoli in anziani canuti dai volti gentili. Cogliere la poesia dei fiocchi con occhi sognanti da bambino o di chi la vede per la prima volta. Che gioia sarebeb vedere una città come milano candidamente ornata con impiegati e manger giocare a palle di neve. Ciò rimarrà un sogno perchè nel mondo d'oggi non c'è spazio per queste cose. non si perde tempo ma si perde molto.
3/25/2008

La Via dei Poeti

Poiché la bellezza, o Fedro, bada a me, solol la bellezza é divina e insieme visibile, ed è perciò la via che ai sensi pertiene: essa é, piccolo Fedro, la via che l'artista segue nel suo cammino allo spirito. Ma tu credi forse, o mio amato,  che chi allo spirito s'avvia attraverso il dominio dei sensi, riuscirà a conquistare saggezza e autentica dignità d'uomo?  O credi piuttosto (lascio decidere a te) che questa vi rischiosamente dolce sia in realtà la via dell'errore, del peccato, quella che di necessità induce in inganno ? Giacché, sappilo, noialtri poeti non possiamo percorrere al via della bellezza senza trovarvi Eros, che ben presto c'impone la sau guida; e possiamo anche, a modo nostro, essere eroi e disciplinati guerrieri; ma in realtà somigliamo alle donne, perchè la passione è ciò che ci esalta, perchè soltanto all'amore ci è dato aspirare: e questa è la nostra gioia e il nostro obbrobrio. Or dunque, vedi che noi poeti non possiamo né essere saggi né dignitosi, che fatalmente cadiamo nell'errore, fatalmente rimaniamo dissoluti venturieri del sentimento ? Menzogna, millanteria è la nostra padronanza dello stile, buffonaggine la nostra faam e gli onori di cui godiamo; grottescamente ridicola la fiducia riposta in noi dal volgo, temeraria e indifendibile impresa l'educazione del popolo e della gioventù per mezzo dell'arte. Come potrebbe fungere da educatore colui che irrimediabilmente e per sua propria natura è spinto verso l'abisso? Vorremmo si distogliercene, vorremmo aquistare dignità; ma ovuneque dirigiamo i nostri passi, esso ci attira. Così avviene che rinneghiamo la forza dissolvitrive della conoscenza: poiché, mio Fedro, la conoscenza non possiede dignità né rigore; è consapevole, comprensiva, clemente, priva di riserbo e di forma; ha simpatia per l'abisso, è l'abisso medesimo. Noi dunque la ripudiamo eenrgicamente, e da questo momento ogni nostro studio avrà di mira la bellezza, ossia la semplicità, la grandezza e il nuovo virgore, la rinnovata spontaneità, la forma. Ma forma e spontaneità,  mio Fedro, conducono al desiderio delirante, facilmente portano il nobile animo a orribili colpe sentimentali, che lui sesso, nel suo armonioso rigore, appariranno infami; portano insomma, anch'esse all'abisso. Vi portano, intendi bene, noi poeti: perché a noi non è dato elevarci, è dato soltanto imbestiarci. E ora, Fedro, io me en andrò e tu rimarrai qui; e aspetta di non vedermi più, per andartene.
 
Da "La Morte a Venezia" - Thomas Mann
3/4/2008

Ritorno alla Macchina

Riempire il serbatoio
per quattro ruote che già sanno la meta
 
l'abitudine è una brava maestra
 
Addormentarsi con lacrime ansiose
sperando in sogni puri
 
incontaminati dall'ordinario domani
 
La sveglia materna che chiama
il solito muguno scocciato è la risposta
 
incontro al presente di tutti i giorni.
 
Ridestarsi dalla fiabesca vita
per scoprire, sempre più, ch'essa è tutt'altro che magica.
 
la coscienza di non aver potere di cambiarla.
 
la voglia matta d'averti qui
con me
 
perchè quando sto con te, sento di poter far tutto.
 
La voglia di scappare ma non senza trovarne la forza
Una mente corrotta da aride idee di vite in declino, oridnate e semplici, verso il tramonto della vita.
 
La Macchina t'inghiotte,
è ovunque, qualunque cosa tu faccia:
Se ami, se odi, se fai, se speri, se sogni.
Essa ruba tutto ciò che hai.
 
"Benvenuto alla Macchina... anzi Bentrovato!"
 
 
 
1/22/2008

E' o non è la mia Dama ?

Incredibili somiglianze riscontrate ne la "Fosca" di Tarchetti celebre romanzo "scapigliato". questo post è comprensibile sopratutto dalla mia Dama, non me ne vogliano gli altri ^_^
 
Io l'aveva vinta con l'unica attrattivache vi era in me - quella da cui le donne sono prese assai raramente, ma cui, ove lo sieno, inorgoliosiscono spesso di cedere senza resistere, perché comprendono di mettersi sulla via di una missione che le santifica - l'attrattiva della sventura"
 
"Come tutte le donne veramente ingenue s'era data a me senza fingere, senza esitare; essa avevav lotato a lungo; ma una volta decisa, si era abbandonata senza ritegno. Non so se ella ne arrossisse e ne gemesse in segreto; il suo contegno non lasciò mai penetrare in me questo dubbio, essa non mi parve mai che felice"
 
Mi diceva spesso con aria di credulità e di spavento, affatto puerile: << Sono così felice che ho paura di morire >>
 
[...] di guaradre, come i bambini, la sua immagine riflessa  nelle mie pupille [...]
 
Quella donna sì forte, sì ricca di buon senso, in alcune cose sì seria,  aveva tutte le velleità, tutti i gusti pazzi e bizzarri di una bambina. << La mia non è che una rivendicazione >> diceva ella qualche volta mezzo tra il serio e il faceto. <<Non mi hanno lasciato il tempo di essere una fanciulla, e me ne rivendico adesso. Meglio esserlo a venticinque anni che mai!>>
 
 
 
 

12/17/2007

Sogni Assurdi

Credo fosse un Pomeriggio di Agosto... ero arrivato a casa di mio zio a Genova e tra i libri della mastodontica libreria della sua compagna: Carla, professoressa di Lettere, ho trovato un libriciono che così s'intitolava: "Il Piccolo Libro dell'Ombra" e l'invitante sottotitolo mi bisbigliava: "Guida alla scoperta del nostro lato oscuro" il tutto scritto da Robert Bly. Mi sono subito fiondato sul divano a leggere questo libricino che forse avrebbe dato qualche risposta ai miei sempre inquieti interrogativi esistenziali. Dopo qualche ora di accanita lettura di queste interessanti pagine la stanchezza di una levataccia , di un viaggio in treno passato insonne e della calura estiva hanno avuto il sopravvento ed il letto ha reclamato il suo tempo.
Le pagine del libro da poco concluso devono aver avuto lo stesso effetto di un film horror prima di andare a dormire e così i miei sogni ne sono stati influenzati dando vita ad una visione onirica tra le più particolari e pazze che riesco a ricordare.
Come sempre, quando ricordiamo un sogno: le immagini, appena ci svegliamo ci sembrano chiare, quasi palpabili, ma si fanno semrpe più effimere man mano che riprendiamo coscienza di noi stessi e della realtà; questo processo, ahimé, dura qualche frazione di secondo e per questo appena svegliato mi sono fiondato su un notes ed ho appuntato tutto ciò che riuscivo a ricordare (che era ormai già ben poco). Siccome i temi luoghi e le persone presenti nel sogno sono sconosciuti ai più (o meglio dire conosciuti solo dalla Compagnia) queso intervento sarà godibile solo da chi conosce i suddetti, gli altri dovranno accontentarsi della scena che è, a mio parere, buffa ed inquietante allo stesso tempo.
 
"Siamo a Calolziocorte sul Corso Europa, (il provinciale Lecco-Bergamo)  all'altezza della cartoleria Viganò/Parco Alliende e si sta svolgendo una parata: decine, centinaia di uomini, dal volto indefinito ma fortemente simile, anzi uguale, vestiti tutti con un completo, direi giacca  e cravatta, elegante interamente di colore viola. tutti reggono delle bandiere statunitensi e marciano a mo' di sbandieratori ma comunque la sensazione che danno è molto marziale e nella mia coscienza onirica mi ricordano un po' le sfilate naziste".
[...] c'è altro ma non ricordo bene, il sogno si fa meno chairo e ricordo poco.
"Ora vedo: me stesso, Mattia (e forse Michele)  passare tra la folla, a gran velocità, a bordo di una Buggy  (70%) o di un Sidecar (30%) sventolando la bandiera sovietica, tra l'indifferenza generale ".
 
Non ricordo altro di questo sogno...quando l'ho raccontato in compagnia è stato accolto con grandi risate , sopratutto da Michele e Mattia, che lo hanno subito proposto come video della prima canzone dei Foppenaghen il celebre gruppo, scioltosi dopo un girono, (altra cosa risaputa e comprensibile solo tra i membri della compagnia). per capire meglio il mio sogno invito tutti, chi ne ha voglia, a leggersi il libro che ha suscitato queste visioni. Buona Lettura A bocca aperta
 
 
11/19/2007

Per Franco

Ormai è il 19/11/07

 

Scrivo queste parole ad un lume poco più forte di una candela (e col gatto che cammina davanti alla lampada fa ancora meno luce).

Scrivo in questo stato perché, spero e credo, che possa in qualche modo caricare le mie parole di effetto e veracità, visto che sono stato accusato di parlare per frasi fatte.

La mia gatta fa le fusa invitandomi a spegnere la luce e a dormire ma anche se è quasi l’una e tra 5 ore devo alzarmi per lavorare, voglio usare un po’ di tempo per una persona a cui tengo.

Sono appena tornato da una serata film a casa di Franco, sarebbe stata come al solito, bella e tranquilla, se nel concludersi, Franco non avesse ricevuto l’ennesimo colpo al cuore dalla sua tormentatrice dal cuore di cristallo (swarowsky). Mi dispiace vedere Franco ridotto in quello stato sofferente. Lui che è sempre il trascinatore, con le battute pronte a risollevare l’allegria, tingendo le serate più uggiose di “verdino”. Ammetto che negli ultimi tempi ci siamo un po’ persi di vista ma prima di ogni cosa lui è Franco, fa parte del trittico della compagnia e gli sono estremamente affezionato, per questo mi dispiace vederlo così e mi piacerebbe che si mettesse il cuore in pace per questa donna che gli ha incrinato il cuore.

Quando dico che lei non lo merita non voglio dire una banalità ma un dato di fatto.

Non conosco nessuno che meglio di Franco potrebbe rendere felice una ragazza di cui è davvero innamorato, come in questo caso.

Lui è bravo a trattare con le donne.

Lui non s’incazza mai (tranne se esasperato) ed ha una parola di riguardo ( o d’insulto) per tutti perché è sincero e anche se è una cazzata lui te la dice.

Lui è spiritoso e porta il sorriso con i suoi modi di fare genuini: sempre scherzoso e giocherellone.

Lui è comprensivo, tranne con i gescaioli, ed ha un gran spirito di sacrificio di cui quest’arpia abusa, divorandogli il cuore a piccoli brandelli con frecciatine che riaccendono il fuoco della speranza ch’ella ritorni e capisca che lui è l’uomo, l’uomo perfetto.

11/6/2007

"Passato"

Quante volte ritroviamo questa parola: il passato è passato; è tutto passato; passerà; tutto passa.
Anche da questi semplici esempi possiamo convenire come ci si riferisca al passato intendendolo, il più delle volte, come qualcosa che passa; che scorre; come un fiume che dalla fonte della nascita e lungo tutto il cammino della vita raccoglie esperienze e "pesi", fisici o psicologici (fatica, sofferenza, ecc.), e li trasporta e deposita nel letto dell'inconscio.
Questi detriti possono anche rimanere sul fondo per l'eternità e non ritornare mai a galla. Può invece succedere che le correnti delle forti emozioni smuovano dalle profondità dell'inconscio queste esperienze, pensieri, riflessioni o idee che siano e le trasportino più avanti nella vita; ritornando così a influenzare la mente conscia dell'individuo. Questo è il caso di altri modi di dire come: il passato ritorna, subire il passato, vivere nel passato.
Immaginiamo di porre una diga sul percorso di questo fiume, qualcosa di tremendamente solido come un forte trauma emozionale, uno shock; bloccheremmo il corso del fiume a quel punto della vita dell'individuo che si ritroverà in una situazione di stagnante inquietudine. ogni nuova esperienza e forte emozione smuoveranno i vecchi sedimenti: mischiandosi ad essi in un continuo risalire nel bacino formatosi.
A livello conscio l'individuo sarà tediato da un continuo fluire di pensieri, nascosto dietro un apparente facciata apatica: pensieri ed idee anche contrastanti si manifestano nella sua coscienza in un continuo e coatico variare di modi di fare e di pensare.
8/1/2007

La Mistica Ballata

 

Fate, danzano ancora nel mio sogno di fugace bellezza,
luci di fiori e colori di vento
ricordi di balli lontani
nella memoria e nel tempo
allegorie dell'amore sperato e incerto
brandello della mia anima
 
di William Bonacina
 
7/19/2007

Dormiveglia in una Notte di Mezza Estate

 
Il fischio del silenzio,
quando la notte vuota,
entra nei miei occhi
tutto attorno a  me.
 
Forme strane si arrovellano
dietro le mie palpebre serrate.
Luci navigano, mutando, in scacchiere brillanti.
Rombi e triangoli, ruotano
attorno al fulcro a cui tutto torna.
 
Vermi rilucenti strisciano,
si contorcono nell’icore oscuro
Disegni arcani nella materia di cui son fatti i sogni
 
di Willliam Bonacina
 
Qualche Informazione su di me